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MALTEMPO REGIONI. ERRANI: "ORA, UN PIANO NAZIONALE DI SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO" PDF Stampa E-mail
Confer_Regioni_logo.jpg La protezione civile, "deve avere chiare le linee guida di gestione e di governo" e "non mi ha convinto che venerdì (10 febbraio) c'erano 600 mezzi e 1.200 persone a Roma in attesa di qualche centimetro di neve" sostiene Errani.

"Un signore in Appennino mi ha detto, di fronte a due metri di neve: a Roma noi andiamo a spalare in ciabatte".

"Con il Dipartimento nazionale di protezione civile - ha aggiunto - abbiamo lavorato bene, ma occorre definire in dettaglio la governance dell' Emergenza: se è comunale è in capo al Sindaco, se è regionale alla regione, se è nazionale per gravità, non per territorio, deve fare capo al dipartimento nazionale. la catena di comando non si può spezzettare".


Passato l'allarme neve, ora c'è da affrontare il rischio di frane e dissesto idrogeologico, soprattutto in Appennino.
Per questo il Presidente dell'Emilia-Romagna e Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ritiene fondamentale un piano di salvaguardia del territorio a livello nazionale.
La richiesta, rivolta al Governo, è partita il 15 febbraio dall'aula dell'assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, dove Errani ha fatto il punto sull'emergenza neve dei giorni scorsi.
"Ora dobbiamo affrontare il tema del rischio frane, della messa in sicurezza delle strade e del dissesto idrogeologico- avverte Errani - serve un piano straordinario di messa in sicurezza del territorio, in cui tutte le istituzioni partecipano con le loro priorità a un intervento di prevenzione".
Errani torna poi a puntare l'indice sulla legge n.10 del 2011:"è ingiusto che la dichiarazione dello stato di crisi nazionale faccia scattare immediatamente l'aumento delle accise", ricordando poi che su questo tema "il governo si è impegnato a cercare finalmente la misura in questo paese".
Il problema, ha aggiunto, è il fondo di protezione civile "azzerato da tre anni".
Errani ha fatto un esempio delle ripercussioni di quel meccanismo: per non aumentare le accise, non è stata dichiarata l'emergenza nazionale nonostante le eccezionali nevicate e gelate dei giorni scorsi, ma senza lo stato di crisi nazionale serve un più lungo provvedimento legislativo per intervenire sulle agevolazioni nella fiscalita' delle imprese delle zone colpite (gia' chiesto il rinvio delle rate Inps e Inail, vedi anche "Regioni.it" n. 1971). Per lo slittamento delle rate fiscali e contributive in favore delle imprese "serve un provvedimento legislativo perché non abbiamo chiesto l'emergenza nazionale, dal momento che sarebbe scattato automaticamente l'aumento delle accise".
Comuni e Province potranno contare sull'intervento dello Stato: "giovedì scorso - spiega Errani in aula- ho condiviso col governo che i costi pubblici della prima emergenza saranno a carico dello Stato (cfr. "Regioni.it" n. 1969). ora bisogna definire la copertura, nella difficile relazione con i meccanismi del patto di stabilità".

Resta invece "aperta la questione dei danni - avverte il Presidente - nessuno è in grado di far fronte ai danni dei privati, né i comuni, né le province, né la Regione".
"Devono scattare alcuni sistemi", conferma Errani, che per l'agricoltura cita ad esempio la "necessaria anticipazione dal fondo nazionale", mentre per il "Recupero e ripristino delle strutture servono misure di accesso al credito".

La lunga ed eccezionale emergenza di neve e ghiaccio ha dato "la conferma che le nuove norme di protezione civile non funzionano, la legge 10 del febbraio 2011 ha burocratizzato la protezione civile".

Errani sottolinea che qualcosa andava cambiato: la protezione civile "ha fatto male" ad occuparsi dei grandi eventi sportivi, ma "bisogna definire cos'è una emergenza" e tornare a far funzionare il sistema di intervento.
La protezione civile, "deve avere chiare le linee guida di gestione e di governo" e "non mi ha convinto che venerdì (10 febbraio) c'erano 600 mezzi e 1.200 persone a Roma in attesa di qualche centimetro di neve. un signore in Appennino mi ha detto, di fronte a due metri di neve: a Roma noi andiamo a spalare in ciabatte". "con il dipartimento nazionale di protezione civile - ha aggiunto - abbiamo lavorato bene, ma occorre definire in dettaglio la governance dell'emergenza: se è comunale è in capo al Sindaco, se è regionale alla regione, se è nazionale per gravità, non per territorio, deve fare capo al dipartimento nazionale. la catena di comando non si può spezzettare".

Appunti, ma anche importanti riconoscimenti per il lavoro svolto: Errani ha ringraziato tutto il sistema di protezione civile che in Emilia-Romagna "ha funzionato", grazie alla strutturata organizzazione regionale e alla sua colonna mobile, in rete con altre forze, anche di altre regioni, esercito compreso.

Particolarmente duri gli accenti riguardanti le ferrovie e proprio a supporto delle multe, la Regione sta preparando anche un dossier sui disservizi delle FS nei giorni dell'emergenza neve: "faremo un report su Trenitalia e Rfi - mette in chiaro - per evitare di sparare sciocchezze". Dopo l'annuncio delle sanzioni, fatto dall'assessore regionale ai trasporti, Alfredo Peri, anche Errani si scaglia contro il gruppo FS per i disagi delle settimane scorse. "sono comprensibili i ritardi - sostiene - ma non e' ammissibile che il 50% dei treni sia da riparare e non è accettabile che il sistema di informazione sia stato così carente".
Allo stesso tempo, però, Errani ci tiene a precisare che il caso del convoglio fermo per sette ore nella neve a Forlimpopoli e' rimasto (per fortuna) isolato. "Dopo Forli'- sottolinea Errani - altri 12 treni sono stati raggiunti dalla protezione civile nel giro di un'ora e mezza".
Il Presidente ribadisce poi che nei giorni dell'emergenza neve "non abbiamo avuto problemi nella pulizia dei binari.
Magari lo avessimo avuto, perché quello era assolutamente garantito dalla protezione civile".
Il problema, invece, "è strutturale e riguarda il materiale rotabile delle FS, che è vecchio e ha in media 30-35 anni. ma - rivendica Errani - nessuno può dire che non abbiamo segnalato il problema per tempo: da due anni non ci sono investimenti a livello nazionale, mentre noi abbiamo investito 250 milioni in nuovo materiale rotabile".
Dunque, anticipa il Presidente, "porremo il problema al governo perché e' un nodo strategico e serve un intervento sul piano nazionale. solo con le nostre forze non possiamo assicurare il salto di qualità che serve".
Ancora oggi però i treni regionali viaggiano al 70%: ''avremo problemi ancora per diversi giorni - ha detto Errani - se il problema sono i treni rotti non si risolve solo perché non nevica più. il problema è più complesso, e strategico. servono investimenti nazionali".

Fonte: Regioni.it (15.02.2012)


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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 13 Aprile 2012 23:12 )
 
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