Home Ultime notizie TRAGEDIA DI SARNO DEL 1998: CONDANNATO L'EX SINDACO A 5 ANNI DI RECLUSIONE
TRAGEDIA DI SARNO DEL 1998: CONDANNATO L'EX SINDACO A 5 ANNI DI RECLUSIONE PDF Stampa E-mail
maltempo_ME_ott09_s.jpg Quando succede una calamità i Sindaci sono i primi a pagare, politicamente nel migliore dei casi, civilmente e penalmente in tanti altri casi.

E' giusto che qualcuno paghi. Ma è altrettanto importante porsi qualche interrogativo, quando si assiste ormai da molti anni e in molte zone del paese, al rafforzamento soprattutto dei livelli nazionale e regionali del Sistema di Protezione civile, trascurando proprio il livello comunale, che è poi quello più vicino alla popolazione e che maggiormente conosce il territorio.
E i condoni edilizi e il colpevole ritardo nell'attuazione di Piani per la mitigazione del rischio idrogeologico (e degli altri rischi: sismico, vulcanico, ecc.) sono da attribuire alla responsabilità dei Sindaci?

E', purtroppo, vero che molti sindaci (specialmente al primo mandato) non sono consapevoli delle responsabilità che assumono in materia di protezione civile, mentre molti altri pensano che, nel momento del bisogno, è il "Rambo" di turno che se ne deve occupare e deve risolvere tutti i problemi.
Molti altri ancora pensano che il "Piano Comunale di Protezione Civile" sia soltanto un adempimento burocratico e serva a far bella mostra in una libreria.
Inoltre, ben 6.500 sindaci non si sono ancora attivati per costituire, da soli o insieme ad altri Comuni, un "Gruppo Comunale (o intercomunale) di Volontariato di Protezione Civile", che, dove esiste, può contare sulla professionalità, dedizione, impegno e conoscenza del territorio di tante cittadine e cittadini, che vengono formati a fare prevenzionne e soccorso.

Molto è stato fatto in materia di protezione civile, ma molto resta da fare. Soprattutto per il rafforzamento del livello locale del sistema di protezione civile, che non può essere lasciato da solo, ma ha bisogno del sostegno tecnico ed economico sia del livello nazionale sia del livello regionale. 


dal sito del Corriere del Mezzogiorno (22 dicembre 2011):

"SALERNO - Negligenza, è stato condannato a cinque anni e interdizione perpetua ai pubblici uffici l'ex sindaco di Sarno, Gerardo Basile. Per i giudici sbagliò a non ordinare l'evacuazione della città che venne travolta dalla frana nella notte tra il 5 e il 6 maggio del 1998. Furono 137 le vittime della tragedia di Sarno sulla cui verità giudiziaria arriva dopo 13 anni una sentenza di condanna.

"Oltre all'ex primo cittadino sono stati condannati anche la presidenza del consiglio dei Ministri, il ministero dell'Interno e il Comune con il pagamento di una provvisionale di 30 mila euro - immediatamente esecutiva - e il risarcimento ai familiari costituitisi parte civile a processo per una cifra da stabilire.

"La decisione dei giudici della Corte d'Appello di Napoli è arrivata nella notte dopo una lunga camera di consiglio.
La prima sentenza, del 2008, aveva assolto tutti: ex sindaco e assessore, nessun colpevole.
Così era successo anche in appello dove Basile era stato giudicato non responsabile del disastro, con la frana derubricata a «evento imprevedibile».

"Nel marzo 2010 però la Cassazione annullò le precedenti sentenze, annullando l'assoluzione e chiedendo il rinvio a giudizio per le motivazioni espresse dal relatore Carlo Brusco: «Dalla lettura di sentenza di merito - scriveva - emerge come la figura e le attribuzioni del sindaco nella gestione dell' Emergenza siano state sensibilmente ‘sminuite', una volta che lo stesso sindaco abbia adempiuto all'obbligo di avvisare la Prefettura della natura degli eventi; ...una ricostruzione dei compiti in termini ‘residuali' rispetto alle competenze; ....è opinione di questa Corte che questa ricostruzione sia in contrasto con la normativa e che le competenze, tra prefetto e sindaco, vadano ricostruite in termini concorrenti». Il procuratore aveva chiesto per Basile una condanna a tre anni, pena allungata a cinque anni dai giudici le cui motivazioni saranno depositate fra novanta giorni.

"Soddisfatta Legambiente Campania, che come associazione si era costituita parte civile nel processo: «Una sentenza di verità e giustizia per i familiari delle vittime del fango di quella notte. Sin dalle prime ore - recita una nota - avevamo denunciato che la frana che aveva travolto Sarno non era colpa del destino cinico e baro. Troppe omissioni, negligenze, sottovalutazioni, ritardi. Se si fosse intervenuto con tempestività nei 90 minuti dopo le prime tre frane manifestatesi all'incirca alle ore 16,30 si sarebbero risparmiate tante vite umane. Questa sentenza deve essere un monito costante per la classe politica nazionale, regionale per intervenire e prendere provvedimenti sulla prevenzione e manutenzione del territorio che ancora oggi a distanza di 13 anni da quella notte rimane assente nell'agenda politica dei nostri amministratori».


Approfondimenti su siti esterni:

Documenti di approfondimento:

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 17 Febbraio 2012 12:48 )
 
Creative Commons License