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PROTEZIONE CIVILE. PERCHE' E' UN ERRORE SPOSTARE IL DPC AL MINISTERO DELL'INTERNO PDF Stampa E-mail

dpc.jpg Viene spontaneo chiedersi: "Questo ipotetico trasferimento del Dipartimento della Protezione Civile dalla PCM al Ministero dell'Interno deriva da esigenze organizzative, oppure da fattori connessi con la spesa pubblica? e perché non se ne parla con i soggetti che si occupano in Italia di protezione civile?"

Deriva, forse, da esigenze di riduzione della spesa pubblica ed, in particolare, dalla opportunità di ridurre gli oneri derivanti, per il personale, da indennità varie (sono da intendersi come privilegi o come giusta remunerazione?) godute per essere inquadrati nell'ambito della Presidenza del Consiglio dei Ministri rispetto all'essere collocati nell'ambito del Ministero dell'Interno?

Se così fosse, e se questa fosse la motivazione principale del cambiamento ipotizzato, allora, piuttosto che smantellare l'attuale sistema nazionale di protezione civile, non risulterebbe più sensato, per esempio, rinegoziare i contratti del comparto della protezione civile?

Se, invece, l'ipotesi di trasferimento dovesse derivare da aspetti connessi con l'attuale organizzazione della protezione civile italiana (a cui molti paesi guardano con attenzione, in quanto considerano quello italiano fra i modelli più evoluti a livello internazionale) allora, non si comprenderebbero le motivazioni. In questo caso, si invita il Governo ad approfondire la conoscenza dell'attuale sistema, insieme a chi se ne occupa da anni, e a riflettere sugli aspetti che lo caratterizzano.

Con l'attuale collocazione nell'ambito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, viene assicurata al DPC una funzione di coordinamento "intersettoriale" ed "interistituzionale", che non potrebbe essere assicurata, se lo stesso DPC fosse collocato nell'ambito di un "settore", seppure importante, qual è quello del Ministero dell'Interno.

L'unica vera voce stonata del sistema di protezione civile, di cui si parla molto poco, è la gestione dei "grandi eventi" (*), che nulla hanno a che fare con l' Emergenza, perché sono programmabili e pianificabili con largo anticipo rispetto al momento in cui si realizzano.

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Mentre noi ci interroghiamo e cerchiamo di capire le motivazioni che possono portare ad ipotizzare lo spostamento di competenze della Protezione Civile dal Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri al Ministero dell'Interno, e quale "progetto" e "strategia" può essere sottesa a questa ipotesi, i senatori della nostra Repubblica così si esprimono:

v. Verbale della seduta n. 339 (6/12/2011) della 1^ Commissione Affari Costituzionali del Senato (*)

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Nel seguito si riportano alcune notazioni, utili anche come spunti di riflessione e discussione:

1. Nella maggioranza dei Paesi europei, la protezione civile è un compito assegnato ad una sola istituzione o a poche strutture pubbliche.

2. In Italia, invece, è coinvolta in questa funzione tutta l'organizzazione dello Stato, al centro e in periferia, dai Ministeri al più piccolo comune, ed anche la società civile partecipa a pieno titolo al Servizio nazionale della protezione civile, soprattutto attraverso le organizzazioni di volontariato (associazioni e gruppi comunali ed intercomunali). Ed è questa una delle peculiarietà che connota il sistema di protezione civile italiano come uno dei modelli organizzativi più avanzati a livello internazionale.

3. La Protezione Civile italiana rappresenta l'insieme di strutture che operano per tutelare l'integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell'ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali e/o antropiche.

4. La funzione di Protezione Civile è per sua natura "complessa", in quanto non è riferibile ad un'area (o ad un settore) di intervento ben specifica, ma ad un insieme di attività e funzioni tra loro eterogenee.

5. La definizione, contenuta nella legge n. 225/1992, di "Servizio" Nazionale di Protezione Civile rivela un assetto organizzativo a rete, ovvero un sistema organico di competenze affidate al concorso di più Enti e strutture coordinate tra loro in maniera armonica.

6. Le strutture specifiche, con funzioni esclusive e permanenti di protezione civile (Dipartimento nazionale di Protezione Civile, Dipartimenti e/o Uffici regionali di P.C., Dipartimenti e/o Uffici provinciali di P.C., Dipartimenti e/o Uffici e/o Servizi comunali di P.C., Servizi e/o Uffici municipali di P.C., ecc.) svolgono principalmente funzioni di "pianificazione e coordinamento" di attività, di soggetti e di strutture direttamente e/o indirettamente coinvolti in attività di previsione, prevenzione, soccorso e superamento dell'emergenza, nonché di preparazione all'emergenza e di presidio e monitoraggio del territorio.

7. Un "sistema", nella sua accezione più generica "è un insieme, complesso ma determinato, di molti elementi funzionali, connessi tra di loro per formare un tutt'uno organico e caratteristico".

8. Ogni disciplina ha i suoi propri sistemi, sia a scopo funzionale, che a scopo organizzativo, o con intenti di classificazione e ordinamento.

9. Un sistema è, quindi, sempre ben organizzato, con una sua specifica denominazione e un determinato scopo. È questo il senso, ad esempio, del detto: «fare sistema» di un gruppo di individui mossi da un obiettivo comune.

10. Negli ultimi anni, in protezione civile si sta sviluppando sempre di più la tendenza ad adottare e valorizzare "modelli organizzativi" che investano risorse in attività di previsione e prevenzione, rispetto a quelli legati principalmente ad un approccio "reattivo", in occasione di un'emergenza.


Domanda:
Un Dipartimento della Protezione Civile collocato nell'ambito di un "settore", quale quello di competenza del Ministero dell'Interno, potrà continuare a mantenere e sviluppare le funzioni di pianificazione e coordinamento "intersettoriale" ed "interistituzionali", tipico delle strutture che si occupano in maniera specifica di protezione civile, oltre alle funzioni di indirizzo tipiche del DPC?

I dubbi sono molti e restano profondi.

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(*) Nota:
dal sito del Dipartimento della Protezione Civile:
Pianificazione e gestione dei "grandi eventi".
"Il Dipartimento pianifica, gestisce e coordina le azioni necessarie a realizzare i cosiddetti "Grandi eventi", come è avvenuto ad esempio per il Vertice G8 del 2009 all'Aquila.
"I Grandi eventi sono quelli che richiedono interventi urgenti, un coordinamento complesso, una rapida esecuzione e misure straordinarie per prevenire possibili rischi e per assicurare la tutela della vita, dei beni, degli insediamenti e dell'ambiente.
La gestione dei Grandi eventi da parte del Dipartimento della Protezione Civile è regolata dalla Legge n. 401 del 9 novembre 2001."

Ci si domanda perché un evento (grande o piccolo che sia),  programmabile e pianificabile con largo anticipo rispetto al momento in cui si realizza, abbia bisogno di "interventi urgenti" e di "misure straordinarie".
E' come confessare una incapacità di programmazione e pianificazione di interventi complessi, cosa su cui l'Italia ha, invece, dimostrato, e continua a dimostrare, una grande competenza e capacità!

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(*) Verbale della seduta n. 339 (6.12.2011) della 1^ Commissione Affari Costituzionali del Senato:

La seduta inizia alle ore 15,05.

SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI

Il PRESIDENTE avverte che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata mediante l'impianto audiovisivo. Inoltre, della stessa procedura sarà pubblicato il resoconto stenografico.

La Commissione prende atto.


PROCEDURE INFORMATIVE

Comunicazioni del Ministro dell'interno sugli indirizzi programmatici del suo dicastero

Il PRESIDENTE rivolge un saluto di benvenuto al ministro dell'interno Anna Maria Cancellieri, ringraziandola per aver accolto l'invito della Commissione.

Il ministro Anna Maria CANCELLIERI sottolinea la sua volontà di porsi in ascolto del Parlamento, dal quale si attende il conforto per sostenere l'azione istituzionale che intende perseguire, coniugando equilibrio e rigore, anzitutto al fine di una razionalizzazione della spesa. In proposito, ricorda il richiamo della cosiddetta spending review all'istituzione dell'ufficio territoriale del Governo quale unico riferimento statale a livello decentrato e sottolinea l'intendimento di suscitare attorno alla figura del prefetto e al ruolo delle prefetture un nuovo fermento di iniziative che ribadisca la funzione di prossimità dell'Amministrazione dell'interno.
Si sofferma, quindi, sull'azione di supporto alle autonomie, preannunciando la volontà di esercitare appieno la funzione di Presidente delegato della Conferenza Stato-città e autonomie locali, indispensabile per il modello orizzontale di integrazione. In tale direzione, ricorda gli sviluppi della discussione parlamentare sulla Carta delle autonomie.
Dopo aver invitato il Parlamento a guardare al Ministero dell'interno come risorsa per accompagnare il rilancio dell'economia e delle reti di impresa, ribadisce l'esigenza di colpire le organizzazioni criminali non solo sul piano militare, ma anche sotto il profilo dell'accumulazione dei profitti illeciti e della costituzione di provviste finanziarie che alimentano fenomeni corruttivi e sottraggono ingenti risorse all'erario. A tale riguardo, rammenta il completamento del quadro regolativo dell'Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati, nonché l'auspicabile introduzione del codice antimafia e la tracciabilità dei flussi finanziari: tali azioni contribuiranno a costruire le condizioni per liberare le energie imprenditoriali dal soffocamento mafioso e consentiranno alle autonomie locali di esercitare le proprie funzioni al riparo da condizionamenti e collusioni. A tal fine, è opportuno proseguire nell'opera di rafforzamento dei presidi normativi di prevenzione e anticipare i tempi di materiale attuazione delle norme vigenti.
Quanto al coordinamento delle attività delle forze dell'ordine, osserva che esso non può prescindere da un riequilibrio dei presidi sul territorio, diretto a evitare duplicazioni e sovrapposizioni, tenendo conto dei princìpi di sussidiarietà e integrazione, nonché del necessario rapporto di collaborazione con le municipalità e le polizie locali, salvo rispettare le vocazioni e le specificità delle singole forze.
Sottolinea l'opportunità di guardare con rinnovata fiducia alle dinamiche evolutive dell'Unione europea, condividendo l'onere della costruzione di uno spazio comune di sicurezza, libertà e giustizia. Pertanto, ogni iniziativa assunta anche in sede bilaterale in materia di cooperazione di polizia e di politiche sulla migrazione e l'asilo con i Paesi confinanti deve essere coniugata con i princìpi di sicurezza dei cittadini, di sussidiarietà e di solidarietà che sono a base della costruzione europea. Speciale attenzione sarà riservata ai temi dell'asilo e dell'immigrazione, contrastando con forza quella illegale. Nella prospettiva di un rafforzamento della cooperazione europea, auspica il recepimento delle decisioni quadro in materia di confisca e di blocco dei beni di origine criminale, oltre a guardare con attenzione all'azione delle Nazioni Unite, con lo spirito di assicurare e condividere il successo delle sue istanze di pace e sicurezza a livello mondiale.
Per quanto concerne l'ordine pubblico, conferma l'impegno a un atteggiamento vigile nella consapevolezza che le cause di disperazione sociale e di marginalità possano prestarsi a strumentali forme di sovversivismo o ad alimentare tentazioni eversive. Tuttavia, occorre anche un'assunzione di responsabilità per mediare e comporre situazioni di conflittualità nell'ottica di una rinnovata solidarietà istituzionale e sociale. In tale prospettiva, le forze di polizia, sebbene costrette a misurarsi con gli effetti delle riduzioni di spesa, continuano a rappresentare una garanzia per le istituzioni democratiche e per l'esercizio dei diritti di libertà sanciti dalla Costituzione.
Sottolinea l'attenzione alla salvaguardia della sicurezza e della incolumità pubblica, ricordando lo straordinario sforzo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e dei volontari, in occasione delle recenti calamità che hanno colpito alcune regioni. Analoga attenzione sarà data alla materia dell'immigrazione, dell'accoglienza, dell'asilo e della cittadinanza, coniugando fermezza e serenità di giudizio e contemperando le esigenze umanitarie con quelle di repressione dello sfruttamento e di contrasto alle filiere criminali. In tale direzione si dovrà utilizzare meglio il Fondo europeo per l'integrazione per favorire l'integrazione dei cittadini stranieri. Conclude, assicurando la disponibilità a rispondere sui quesiti che verranno formulati.

Si apre il dibattito.

Il senatore BIANCO (PD), dopo aver rivolto un augurio di buon lavoro al Ministro dell'interno, sottolinea l'opportunità di portare a conclusione l'iter di esame della Carta delle autonomie e dei provvedimenti in materia di polizia locale, sui quali si è determinata un'ampia convergenza tra le forze politiche. In proposito, ricorda la scelta di considerare l'ufficio territoriale del Governo quale riferimento per il decentramento delle amministrazioni periferiche dello Stato.
Quanto al coordinamento delle forze di polizia, ritiene che vi sia il tempo per procedere a una riforma della legge n. 121 del 1981 sull'ordinamento dell'amministrazione della pubblica sicurezza, attribuendo una funzione di direzione piuttosto che di coordinamento allo stesso Ministro dell'interno.
Infine, sottolinea con soddisfazione la volontà del Ministro di rilanciare la funzione della Conferenza Stato-città e autonomie locali e di ricondurre le attività della protezione civile nell'ambito più proprio del Ministero dell'interno.

Il senatore CALDEROLI (LNP) esprime apprezzamento e fiducia nei confronti del Ministro dell'interno, al quale chiede di indicare i tempi con cui saranno emanate le disposizioni che mancano per completare l'attuazione della legge sul federalismo fiscale, nonché il previsto decreto correttivo, con particolare riguardo alla definizione dei fabbisogni standard. Inoltre, segnala il contrasto tra le disposizioni della stessa legge delega n. 42 del 2009 con la reintroduzione di un'imposta sulla prima casa nel decreto-legge appena emanato dal Governo.
Osserva quindi che la previsione secondo cui sarà la legge a determinare la decadenza degli organi delle province non è compatibile con il principio democratico, visto che quegli organi sono stati eletti direttamente dal corpo elettorale; le disposizioni riguardanti le province, inoltre, appaiono in contrasto, a suo avviso, con le previsioni costituzionali.
Infine, chiede chiarimenti sulla circostanza che il testo del decreto-legge recante misure urgenti in materia economica sia stato messo in circolazione, prima ancora della sua emanazione da parte del Presidente della Repubblica, su carta intestata di una società privata.

Il senatore LAURO (PdL) sottolinea l'urgenza di esaminare i disegni di legge per limitare il gioco d'azzardo e di rafforzare le azioni di contrasto dell'usura e del racket, anche attraverso la pubblicazione delle delibere del Comitato nazionale antiracket che incoraggia i cittadini a denunciare i soprusi della criminalità organizzata. Inoltre, chiede al Ministro dell'interno di esprimere la sua opinione a proposito della Direzione investigativa antimafia e al suo rapporto con altre forze investigative. Infine, condivide l'auspicio del senatore Bianco che si possa procedere a una riforma della legge n. 121, senza rinunciare, nell'attesa, a una coraggiosa razionalizzazione dei presidi delle forze dell'ordine, tesa a eliminare una serie di duplicazioni che si traducono in sprechi di risorse economiche e della conseguente impossibilità di garantire il turn over del personale.

Il senatore SALTAMARTINI (PdL) sottolinea l'esigenza di assicurare il pieno rispetto del principio di sussidiarietà delle istituzioni locali e auspica che, nella parte residua della legislatura, il Parlamento riesca a completare l'iter di alcune iniziative legislative di grande rilievo per la sicurezza, ad esempio quella in materia di liquidazione dei patrimoni delle associazioni criminali. Osserva che la contingenza di crisi economica imprime una spinta in direzione dell'obiettivo di razionalizzare e di coordinare l'attività delle forze di polizia, a partire dalla messa in comune delle informazioni che attualmente sono custodite troppo gelosamente dai diversi corpi. Ritiene che si possa anche rivalutare il ruolo dei sindaci in funzione di autorità di pubblica sicurezza, soprattutto nei contesti urbani. Inoltre, è necessario realizzare la banca dati sul DNA e approvare definitivamente, quanto prima, il disegno di legge in materia di persone scomparse. Ricorda la necessità di rafforzare le disposizioni per assicurare l'ordine pubblico e condivide l'opportunità di condurre le attività di protezione civile nell'ambito del Ministero dell'interno.
Infine, richiama il principio di specificità delle forze di polizia, che postula un trattamento economico e di quiescenza adeguato alla loro diversità rispetto al pubblico impiego.

Il senatore D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI) condivide la proposta del senatore Bianco di promuovere una riforma della legge n. 121 del 1981, anche al fine di assicurare un maggiore coordinamento delle forze di polizia. A proposito della Carta delle autonomie, sottolinea l'esigenza di tenere conto delle disposizioni, anche ordinamentali, contenute nel decreto-legge in materia economica appena approvato dal Governo. Inoltre, è opportuno eliminare alcune asimmetrie che si verificano nel codice antimafia rispetto all'ordinamento generale e ricondurre le attività dei vigili del fuoco e della protezione civile nell'ambito delle competenze del Ministero dell'interno.
Condivide anche la notazione del senatore Lauro a proposito dell'urgenza di una nuova regolamentazione in materia di gioco d'azzardo, che rappresenta un'emergenza nazionale finora sottovalutata. Infine, chiede al Ministro dell'interno di fornire elementi informativi a proposito dell'applicazione del reato di immigrazione clandestina delle espulsioni di stranieri irregolari detenuti, di poteri sindacali in materia di ordine e di sicurezza pubblica e domanda se si intenda confermare l'impiego di lavoratori interinali nelle prefetture.

La senatrice INCOSTANTE (PD) condivide le sollecitazioni riguardanti la lotta all'usura e al racket, nonché per una più severa regolamentazione del gioco d'azzardo. Inoltre auspica la tempestiva approvazione delle norme che sanciscono la confisca dei beni sequestrati alla criminalità organizzata.
Invita il Ministro dell'interno ad assicurare un sostegno alle imprese che stanno incontrando notevoli difficoltà di fronte alla violazione del principio di concorrenza che determina un vizio di funzionamento del mercato.
Condivide l'esigenza di assicurare un maggiore coordinamento delle forze di polizia, attraverso un'azione di specializzazione e di razionalizzazione delle attività e con l'interoperabilità delle banche dati. Si deve anche procedere tempestivamente, a suo avviso, all'approvazione della Carta delle autonomie, tenendo conto delle disposizioni riguardanti gli enti locali contenute nel provvedimento emanato dal Governo in materia economica.
L'approvazione dei disegni di legge in materia di polizia locale, infine, consentirà di rimettere in funzione un modello orizzontale di coordinamento e di prossimità delle attività di prevenzione e repressione dei reati.

Il senatore PARDI (IdV), dopo aver rivolto al Ministro un augurio di buon lavoro a nome del suo Gruppo, sollecita un intervento di razionalizzazione ai fini dell'utilizzo delle vetture di servizio e dell'impiego delle scorte; è opportuna anche una riconsiderazione dei contratti di affitto che appaiono eccessivamente onerosi rispetto ai valori di mercato. Mentre condivide la prospettiva di ridare vigore all'attività delle prefetture, esprime riserve sull'efficacia del limite indicato dal Governo per l'impiego del contante, ai fini di una effettiva tracciabilità dei pagamenti. In materia di asilo e immigrazione, ribadisce le critiche della sua parte politica sull'efficacia del reato di immigrazione clandestina e auspica un intervento per rimuovere il divieto all'accesso dei giornalisti nei centri di identificazione e di espulsione. Inoltre, domanda l'opinione del Ministro sulla proposta di consentire la concessione della cittadinanza a coloro che, figli di stranieri, sono nati sul territorio italiano.
Accoglie con soddisfazione l'intendimento di far rientrare la protezione civile nell'ambito delle competenze del Ministero dell'interno e richiama l'attenzione sul dissesto idrogeologico i cui danni sono palesemente ben maggiori dei costi che comporterebbe la prevenzione. In proposito, sottolinea anche l'esigenza di riconoscere il ruolo di grande importanza che svolgono i vigili del fuoco e i corpi volontari della protezione civile che sono stati eccessivamente penalizzati. Infine, richiama l'attenzione del Ministro sulla circostanza che alcuni dei funzionari coinvolti nei fatti accaduti a Genova in occasione del G8 del 2001 abbiano potuto svolgere una carriera prestigiosa, non essendosi tenuto conto adeguatamente, a suo avviso, delle loro responsabilità in quegli episodi.

Il senatore PETERLINI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI) sottolinea il rilievo delle disposizioni costituzionali che riconoscono un'autonomia speciale ad alcune regioni. Esse dovrebbero essere guardate come un modello per il possibile riconoscimento di spazi di maggiore autonomia anche alle altre Regioni, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione. Nella prospettiva della necessaria revisione degli Statuti speciali, ritiene che il Governo debba impegnarsi alla individuazione di una intesa con le Regioni interessate e chiede che, nell'ambito della Regione Trentino-Alto Adige possa prevedersi che per gli immigrati richiedenti il permesso di soggiorno sia richiesta la conoscenza anche della lingua tedesca.

Il PRESIDENTE, considerato l'imminente inizio dei lavori dell'Assemblea, propone di sospendere la procedura informativa, per riprenderla in una prossima seduta.

La Commissione conviene.

Il seguito della procedura informativa è quindi sospeso.


La seduta termina alle ore 16,25.

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 25 Dicembre 2011 19:24 )
 
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