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DISSESTO IDROGEOLOGICO: POLEMICA SUI FONDI-FANTASMA PER LA PREVENZIONE PDF Stampa E-mail
alluvione_s.jpg Dopo l'ennesima tragedia alluvionale scoppia la polemica sui fondi-fantasma per un piano nazionale di prevenzione del dissesto idrogeologico che non è mai partito.

Perché i fondi che erano previsti dal 2009 sono spariti. svuotati dai tagli lineari dello stesso governo che li aveva promessi.

A raccontarlo è il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, nel corso di un'audizione del 3 novembre scorso, giusto il giorno prima della tragedia di Genova.
La seduta termina con un ordine del giorno che chiede l'immediato ripristino del fondo ma oggi, con la conta dei morti a Genova, la testimonianza del ministro ha il sapore amaro di una enorme sconfitta politica.

Le risorse sono state destinate il 6 novembre del 2009 e prevedevano il reperimento di un miliardo di euro proveniente dai fondi Fas destinati a interventi di risanamento ambientale.

Poi sono arrivati i tagli.

La Finanziaria 2010 aveva stanziato risorse per 2,1 milioni, che si sono ridotte a 800 e sono poi state utilizzate in gran parte per far fronte ai danni provocati dall'alluvione del dicembre 2009 in Liguria, Toscana ed Emilia e per far fronte alle spese conseguenti allo stato di Emergenza in Veneto, Campania e Sicilia.

"Ad oggi - conclude la Prestigiacomo - al ministero dell'Ambiente non è stata assegnata alcuna risorsa per il piano e, tenuto conto che anche le risorse FAS regionali non sono in molti casi ancora disponibili, di fatto il piano straordinario per il dissesto in molte regioni è ancora fermo al palo". Una resa.

Fonte: il Fatto Quotidiano

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Dopo i disastri di questi giorni, il capo dipartimento Gabrielli punta il dito sulle politiche di gestione del territorio.
Reggi, vice presidente Anci, solidarizza con il sindaco di Genova e chiede un piano nazionale di prevenzione
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(...) Reggi fa presente che "sono anni che come Anci chiediamo un piano straordinario di prevenzione. Ma questo non può essere demandato ai soli amministratori locali; deve essere un piano nazionale integrato".
‘'In questi anni - afferma inoltre Reggi in un comunicato - come ANCI abbiamo contrastato la politica del condono proposta e reiterata dal Governo, proponendoci come soggetti attuatori della prevenzione del dissesto idrogeologico.
Ma è importante ribadire come tale prevenzione deve essere attuata sia con adeguate politiche urbanistiche comunali, sia con risorse dedicate; non ci stiamo ad essere considerati corresponsabili, o peggio, responsabili diretti dei disastri di questi giorni, occorrono risorse straordinarie che non possono essere attinte soltanto dai bilanci comunali ma che piuttosto debbono essere programmate attraverso un Piano nazionale di prevenzione''
‘'Sono anni - conclude Reggi - che come Sindaci chiediamo di partecipare, in qualità di autorità locali responsabili della Protezione civile sul territorio, alla ripartizione dei fondi in materia, ora stabiliti esclusivamente in Conferenza Stato-Regioni, dalla quale siamo esclusi''.

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Approfondimenti su siti esterni:
Le Regioni denunciano: "Mancano le risorse su Protezione Civile e Difesa del suolo".

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Ultimo aggiornamento ( Sabato 12 Novembre 2011 11:58 )
 
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