I risultati del Referendum del 12 e 13 giugno sul nucleare.------------ C'è chi impara dai propri errori e chi negli errori, ci vuole ricadere, nonostante le continue avvisaglie. La Svizzera, paese della precisione, ha deciso di chiudere le porte all'energia nucleare, nociva e dannosa per l'intero ecosistema. I deputati del Consiglio nazionale, la Camera bassa del Parlamento, hanno approvato i piani messi a punto dal governo, per la chiusura definitiva dei cinque reattori presenti sul suolo svizzero. La progressiva rinuncia al nucleare, avverrà gradualmente e si concluderà nel 2034. Il primo reattore a spegnersi, sarà quello di Beznau nel 2019, poi toccherà a quelli di Beznau II e Muehleber che lo faranno nel 2022, quindi a Goesgen nel 2019 e infine a Leibstadt nel 2034 che sarà l'ultimo spento. Il piano governativo è preciso e volge lo sguardo alla ricerca di alternative fonti di energia del tutto, o molto meno nocive del nucleare. Tutto questo accade in Europa. Dopo la Germania, annuncia la definitiva rinuncia ai reattori anche la Svizzera, che, anche se piccolo paese, ha in attivo ben 5 reattori. In Italia il problema sarà risolto ai referendum, con cui i cittadini potranno esprimere la propria opinione sull'energia nucleare e far sentire il loro volere alla Camera e al Senato, per evitare che il nucleare, abbandonato già anni fa, come fonte energetica, resti nell'oblio delle persone e non venga utilizzato sul nostro territorio. Una scelta questa, che coinvolge milioni di cittadini. Mentre l'Europa e gli altri Stati cercano di uscire da questa spirale di energia, il governo Italiano prova a mettere in atto una politica energetica che sembra bocciata da qualsiasi nazione di cui le centrali fanno parte.
Fonte: UltimeNotizieFlash
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Le centrali verranno fermate tutte entro il 2022. Merkel: «Vogliamo seguire una nuova strada».
«Vogliamo che l'elettricità del futuro sia sicura, affidabile ed economicamente sostenibile. Le forniture energetiche in Germania hanno bisogno di una nuova architettura». Lo ha detto Angela Merkel, spiegando la decisione di chiudere tutti i reattori atomici entro il 2022. Il cancelliere ha aggiunto che servono vasti sforzi per promuovere le energie rinnovabili, il miglioramento dell'efficienza e la revisione della rete elettrica. La Germania sarà infatti la prima potenza industriale a rinunciare all'energia nucleare. Il ministero dell'Ambiente ha annunciato che l'ultimo reattore sarà fermato nel 2022 e ha definito la decisione «irreversibile». Venerdì scorso i ministri dell'Ambiente regionali e federale si erano accordati sulla decisione.
LA DECISIONE - Gran parte dei reattori tedeschi sarà disattivato entro quest'anno, mentre gli ultimi tre funzioneranno per altri undici anni al massimo. Il ministro Norbert Roettgen ha spiegato che gli otto reattori dei 17 che non sono collegati alla rete di produzione di energia elettrica non saranno più riattivati. La decisione è frutto delle riflessioni che il governo tedesco ha avviato dopo il disastro di Fukushima, che ha provocato proteste di massa nel paese, contro l'impiego dell'energia atomica. L'energia nucleare garantisce attualmente il 22% del fabbisogno di elettricità del Paese.
FUTURO - Le strategie tedesche per il futuro, secondo un documento ottenuto da Reuters, prevedono un mix di azioni composte da: - riduzione del consumo dell'elettricità del 10% nel 2020 attraverso ulteriori misure di incremento dell'efficienza energetica - coinvolgimento delle industrie energivore - adeguamento delle abitazioni per renderle efficienti dal punto di vista energetico - raddoppio della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili al 35% nel 2020 - riduzione delle emissioni di gas serra del 40% nello stesso periodo.
Data la maggior rilevanza che gas e carbone rivestiranno nel mix produttivo energetico della Germania, si stima che la CO2 rilasciata ogni anno nell'atmosfera aumenterà tra i 20 e i 29 milioni di tonnellate.
PROBLEMI BLACK-OUT - La decisione del governo Merkel ha però messo in allarme i gestori della rete elettrica tedesca per i timori di possibili black-out entro la fine dell'anno.
«La situazione resta sotto controllo durante il semestre estivo, ma l'autunno e l'inverno saranno segnati da problemi», ha reso noto l'Agenzia federale delle reti. Di diverso avviso gli esperti di energia dell'Istituto Diw: «Produciamo energia elettrica sufficiente, il problema sta nella stabilità delle reti». I quattro principali operatori della rete elettrica tedesca hanno chiesto al governo un rinvio per una o due delle otto centrali già condannate alla chiusura.
Secondo indiscrezioni raccolte in ambienti politici, il governo avrebbe concesso lo stand-by di almeno una delle otto centrali che quindi non verrebbe chiusa subito per evitare disequilibri per una tensione non omogenea sulla rete.
Fonte: Corriere della Sera----------------- dal sito del Dipartimento della Protezione Civile: Rischio nucleareDopo l'incidente nella centrale nucleare di Chernobyl del 1986, e la moratoria sull'impiego del nucleare a uso pacifico con il referendum popolare del 1987, l'Italia interrompe l'attività delle proprie centrali ed elabora una prima versione del Piano Nazionale per le emergenze nucleari.
Nonostante la chiusura delle centrali nucleari in Italia, l'attenzione al rischio nucleare resta alta, soprattutto per la presenza di impianti nucleari in territorio estero a meno di 200 km dal confine nazionale. Entro tale distanza sono attualmente attive tredici centrali nucleari di potenza in Francia, Svizzera, Germania e Slovenia.
Il piano nazionale d' Emergenza per le emergenze radiologiche, approvato con decreto del Presidente del Consiglio del 19 marzo 2010, individua e disciplina le misure necessarie per fronteggiare gli incidenti che avvengono in impianti nucleari al di fuori del territorio nazionale, tali da richiedere azioni di intervento coordinate a livello nazionale.
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