
Venezia sarebbe patrimonio dell'umanità .
E' una città -gioiello che l'Italia dovrebbe tenere cara, e preservare.
Invece no.
Ecco come privatizzare la bellezza di una città unica che ha ispirato Shelley, Byron e Thomas Mann. Un esempio da manuale.
Se ne parla all'avvio di ogni Biennale. Il Lido così non va, spazi sprecati e inutilizzati. Ottima scusa per avviare le grandi manovre speculative.
Le due aree centrali per le grandi manovre sono l'ex Ospedale a mare e il Palazzo del Cinema-Casino, oltre al Forte Malamocco.
La Asl vuol dimettere l'ospedale già nel 2006, e il Comune volentieri la destina al rilancio del lido.
Nel protocollo d'intenti tra Asl regione e comune lo si dice chiaro: la valorizzazione dell'area dell'ex ospedale e i relativi oneri di urbanizzazione, andranno a finanziare il nuovo Palazzo del Cinema.
Insomma, si vuol vendere l'Ospedale per rastrellare risorse per realizzare il nuovo Palazzo del cinema. (...)
Fonte:
l'Unità (...) Un pasticcio. Al Lido di Venezia si sta consumando una vicenda esemplare. Per pagare i suoi costi (all'inizio 130 milioni) si è scelto di vendere alcune delle porzioni più pregiate del territorio isolano, come la vasta area dell'Ospedale a Mare con la sua spiaggia di finissima
sabbia chiara.
Un'area pubblica, ora privatizzata. Qui, costringendo al trasloco anche l'ultimo presidio sanitario, sorgeranno un complesso residenziale e alberghiero e si allestirà un porto per 1.000 barche, grande 50 ettari, più o meno la superficie di un'altra isola della laguna, la Giudecca.
Un vero stravolgimento del Lido, striscia di terra lunga e stretta che chiude la laguna veneziana, luogo di leggendarie vacanze ai primi del Novecento, quando vennero edificati villini e palazzine liberty. (...)