
Quanto è stato speso sinora per il terremoto, tra Emergenza, assistenza alla popolazione e primi lavori di ricostruzione. Quanti sono gli sfollati che ancora attendono di rientrare nella propria casa, e altri dati, a due anni dal terremoto. Si riportano nel seguito alcuni dati pubblicati sul sito de l'Espresso il 7 aprile 2011. 37.731: sono gli sfollati che ancora attendono di rientrare nella propria casa. Di essi, 13.856 sono alloggiati nei 185 edifici del Progetto Case, i Complessi asismici ed ecocompatibili, dislocati in 19 aree intorno alla città; 7.099 sono sistemati nei Map, Moduli abitativi provvisori, sparsi nelle 21 frazioni dell'Aquila e degli altri Comuni del cratere; 844 utilizzano abitazioni acquistate dal Fondo immobiliare Aquila e concesse in affitto; 1.126 godono degli affitti concordati con la Protezione civile in tutte le località danneggiate dal sisma; 62 si trovano in altre strutture comunali. Ci sono poi 13.416 persone che beneficiano del contributo di autonoma sistemazione (600 euro mensili per ogni nucleo familiare), 1.077 sfollati ospitati in diverse strutture ricettive in Abruzzo e fuori e 251 persone alloggiate in caserme.
3.401.000.000 E. : quanto è stato speso sinora per il terremoto, tra emergenza, assistenza alla popolazione e primi lavori di ricostruzione.
4.000.000: sono le tonnellate di macerie prodotte dai crolli, smaltite al ritmo di 300 tonnellate al giorno. Se si continuerà così, ci vorranno 444 mesi, oltre 36 anni per liberarsene.
90.000.000 E. : stanziamento per l'istituzione di una zona franca per l'Aquila che attraverso facilitazioni fiscali e altri incentivi avrebbe dovuto invogliare imprenditori italiani e stranieri ad investire nel territorio devastato dal sisma. Dopo due anni, la zona franca nessuna l'ha vista, mentre il tasso di disoccupazione a l'Aquila e dintorni continua a salire secondo alcune rilevazione oltre l'11 per cento.
1.200.000.000 E. : sono le tasse arretrate che gli aquilani devono al fisco.
13.000: sono i cantieri per le case "E", le più danneggiate, che devono ancora partire, sia nel centro storico, che nel resto della città.
|