
"Il Milleproroghe, nel più assoluto silenzio, ha messo mano alla legge 225 del 1992 con riforme che, così come sono, affonderanno la Protezione civile come il Titanic". Il capo del Dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, a Villaggio Solidale attacca cosi' quel provvedimento contenuto nel Milleproroghe che, a suo dire, renderebbe la Protezione civile italiana la "ex protezione civile migliore del mondo". "E' vero che si deve tornare a mettere ordine, specie dopo aver usato le ordinanze per scopi non propri - spiega Gabrielli - ma si lasci il 'core business'. Per funzionare, l'attivazione della Protezione civile ha bisogno di una tempistica non maggiore di 36 ore. Mi hanno risposto che una catastrofe di venerdì avrebbe portato le 36 ore nella domenica, a uffici chiusi". Però, osserva l'ex prefetto, " non si tocca l'articolo 5 bis comma 5 della legge 401 del 2001 che estende la possibilita' di utilizzare le ordinanze di protezione protezione civile ai grandi eventi." Gabrielli ha parlato anche della ripartizione delle risorse "che ormai avviene a livello politico e non più tecnico". Non solo, il ministero dell'Economia avrà accesso anche ai fondi regionali, con buona pace del federalismo. Gabrielli ha poi invitato tutti a una riflessione: "Aspetteremo la prossima catastrofe per assistere a un nuovo decreto che ridia alla Protezione civile quei poteri che ora ci tolgono. E in questo modo l'Italia rincorrerà sempre l' Emergenza. -------------------------------------- CONSEGUENZE DEL DECRETO "MILLEPROROGHE"
Un caso di studio: L'ALLUVIONE NELLE MARCHE DEL MARZO 2011
Si riporta una parte della Relazione del Governatore della Regione Marche, Gian Mario Spacca, sull'alluvione dei primi di marzo del 2011
LA RICHIESTA DELLA DICHIARAZIONE DELLO STATO DI EMERGENZA E DI QUELLO DI CALAMITA' NATURALE. Lo scorso 3 marzo, mentre ancora imperversavano i fenomeni calamitosi, ho chiesto al Presidente del Consiglio dei Ministri la dichiarazione dello stato di emergenza previsto all'art. 5 della legge 225 del 1992. Dagli incontri avuti ieri a Roma con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio On. Gianni Letta, il Ministro al Lavoro Maurizio Sacconi, il Direttore Nazionale della Protezione Civile Franco Gabrielli, mi è stato assicurato che il punto sarebbe stato posto all'ordine del giorno del Consiglio dei Ministri convocato per questa mattinata.
Per la richiesta di calamità naturale, che riguarda i soli danni in agricoltura, come già detto stanno operando le strutture regionali competenti in materia di agricoltura e pesca. LA LEGGE 10/2011, DI CONVERSIONE DEL D.L. 29 DICEMBRE 2010 N. 225 ("Milleproroghe"). Questa situazione emergenziale, se dichiarata, sarà la prima a ricadere nel campo di applicazione del c.d. "decreto mille proroghe", che ha istituito quella che gli organi di informazione hanno definito la "tassa sulle disgrazie".
La nuova norma prevede che in caso di situazioni emergenziali la Regione interessata possa acquisire le risorse necessarie tramite tassazioni aggiuntive caricate sulla stessa comunità regionale danneggiata e qualora tali misure non siano sufficienti, ovvero l'evento calamitoso sia di rilevanza nazionale, fare ricorso al Fondo nazionale di Protezione Civile.
Ho chiesto al Presidente del Consiglio che venga riconosciuta la rilevanza nazionale della calamità e quindi la possibilità di attingere direttamente al Fondo Nazionale di Protezione Civile, e dunque la situazione marchigiana non sia trattata in maniera difforme da quanto recentemente si è verificato per Liguria, Veneto, Campania e provincia di Messina.
Le perplessità della Regione per la norma del cosiddetto Milleproroghe sono state espresse ieri durante l'incontro a Palazzo Chigi.
Si tratta, infatti, di una norma che presenta problemi di interpretazione. La Regione Marche si riserva quindi un approfondimento sulla sua applicazione affidandosi ad insigni costituzionalisti.
In tal senso una "memoria" con gli approfondimenti e le riserve della Regione sarà fatta pervenire alla Presidenza del Consiglio dei ministri.
Confido che il Governo nazionale comprenda e condivida questa nostra richiesta, e perciò chiedo che tutti i parlamentari marchigiani, in forma unitaria ed a prescindere dalla loro collocazione politica, sostengano con forza le nostre richieste. Da parte nostra abbiamo richiesto un incontro al Ministro Tremonti visto che la decisione nel merito dovrà essere istruita dal suo Dicastero.
--------------------------------- 21 marzo 2011 REGIONE E PROTEZIONE CIVILE IN SOCCORSO DEI COMUNI
Teramo. Regione e Protezione civile in "soccorso" dei Comuni alluvionati nel teramano. "Per aiutare le aree colpite a tamponare i danni", annuncia il Presidente della Regione, Gianni Chiodi, che ha incontrato gli amministratori locali in una riunione organizzata dalla Provincia di Teramo, aperta anche a tutti i parlamentari abruzzesi "è in arriivo un primo stanziamento di 10 milioni di euro". Le risorse saranno inserite in un'ordinanza di Protezione civile che sarà firmata in settimana dopo un confronto tecnico con il Dipartimento di protezione civile nazionale, in agenda nel pomeriggio di domani (22 marzo). "Si tratta di uno sforzo economico importante della Regione", sottolinea il Governatore, "in ragione della gravità della situazione che stanno vivendo i comuni del teramano colpiti dalle alluvioni. Il fondo inserito nell'ordinanza", spiega, "sarà finanziato per il 60% dalla Regione e per il 40% dalla Protezione civile nazionale e stiamo lavorando perché in futuro si possa raddoppiare questa prima dotazione".
La prima ordinanza di Protezione civile consentirà ai sindaci di avviare i primi lavori di rifacimento.
L'ordinanza di indicherà anche un commissario straordinario che dovrà gestire la situazione e "anche se la legge lo indica nella persona del presidente della Regione", aggiunge Chiodi, "chiederò al Governo e alla Protezione civile di nominare commissario il presidente della Provincia di Teramo".
Su questo punto si è registrato il dissenso di alcuni sindaci presenti all'incontro, perché temono che una soluzione del genere potrebbe far perdere potere contrattuale ai territori quando si tratterà di concordare misure con il Governo.
Sul nodo del reperimento dei fondi, il Presidente ha confermato che la "Regione non aumenterà le imposte per finanziare il fondo in favore dei comuni colpiti dalle alluvioni" e che "queste prime risorse verranno prese dalle economie registrate nelle gare di appalto al ribasso degli Apq". All'incontro erano presenti anche il segretario generale, Enrico Mazzarelli, e l'assessore alla Protezione civile.
Gianfranco Giuliante ha annunciato che "domani, in sede di Conferenza delle Regioni, l'Abruzzo, insieme con le altre regioni, si farà portavoce del dissenso nei confronti del governo sulla misura contenuta nel Milleproroghe che sancisce la compartecipazione regionale al fondo per le aree colpite da calamità regionali.
Con le Marche e la Basilicata, l'Abruzzo è tra le prime regioni italiane a sperimentare questo nuovo meccanismo.
Tutte le Regioni sono nettamente contrarie a questa impostazione e in sede di Conferenza non è esclusa la decisione di impugnare la norma davanti alla Corte costituzionale".
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