
Dopo la calamità naturale, arriverà la
tassa regionale. Alluvioni, terremoti e frane potrebbero avere per le terre che le hanno subite anche un'appendice fiscale: per pagarne i costi la regione colpita potrà aumentare le addizionali e l'imposta sulla benzina.
Così prevede il
decreto Milleproroghe appena varato in commissione al Senato.
L'aumento delle tassa riguarda solo i casi in cui sia stato dichiarato lo stato d'
Emergenza.
La regione colpita dalla catastrofe - se non riesce a coprire le spese della ricostruzione - potrà aumentare i tributi, le addizionali, le addizionali regionali e anche l'imposta regionale sulla benzina "fino ad un massimo di cinque centesimi per litro".
Si presume non nelle zone direttamente toccate dalla catastrofe, ma in quelle limitrofe.
Solo se le entrate delle tasse locali non basteranno, e solo su precisa richiesta, "potrà essere disposto l'utilizzo del
Fondo nazionale della protezione civile" da integrare - anche in questo caso - con l'aumento delle aliquote su benzina, benzina senza piombo e gasolio.
La logica federalista, dunque, vale anche in caso di disgrazia: almeno in prima battuta
ognuno fa da sé.Per Francesco Ferrante, senatore del Pd,
"è la beffa dopo il danno. I cittadini colpiti dalla calamità dovranno pagare risarcimenti e ricostruzioni. Questo è il frutto avvelenato di un malinteso federalismo, dove
salta ogni principio di solidarietà nazionale". Il testo, che è già stato votato dalla commissione congiunta Bilancio e Affari Costituzionali del Senato, lunedì approderà in aula, ma prima di arrivare all'atteso voto di fiducia il governo varerà il suo maxi-emendamento.
Ci potrebbero dunque essere delle correzioni, pur se dovrebbe prevalere il rispetto del testo uscito dalle Commissioni.
Fonte: "La Repubblica", 12 febbraio 2011
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Dissesto idrogeologico. Amati: ‘Puglia scippata'Emendamento, approvato in Commissioni senatoriali, destina 200 milioni del fondo per il Sud, al Nord alluvionato.
L'emendamento approvato destina in favore della Liguria e del Veneto 100 milioni di euro contenuti nel fondo Fas di un miliardo assegnato al dissesto idrogeologico delle regioni del Mezzogiorno.
"Fondo - ha aggiunto Amati - peraltro già ridotto nel 2010 di 100 milioni destinati a Toscana, Emilia Romagna e Liguria. La contestuale destinazione alla Campania ed alla Sicilia - ha continuato - è una chiara finzione perché il fondo già appartiene a quelle regioni che anzi con questa operazione prendono meno di quanto avrebbero dovuto. Inoltre, la ulteriore dotazione finanziaria di 100 milioni prevista dallo stesso emendamento è coperta dalle risorse nazionali del 2012 che comunque sarebbero andate in parte anche al Sud e che con questo provvedimento prendono la sola via del Nord".