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MANOVRA FINANZIARIA: SALTANO LE NORME SULLA PROTEZIONE CIVILE PDF Stampa E-mail
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Stop alla modifica delle norme sulla Protezione civile.

Le prime bozze della "manovra" prevedevano che le ordinanze di Protezione civile in stato d' Emergenza dovessero essere "emanate di concerto con il ministero dell'Economia" ed inoltre che le calamita' naturali e le catastrofi avrebbero dovuto essere fronteggiate con "mezzi e poteri straordinari" solo se si determinano "situazioni di grave rischio per l'integrita' della vita, dei beni, degli insediamenti e dell'ambiente".

Veniva inoltre tolta al Dipartimento - e questo era ed e' sicuramente il nodo politico piu' importante - la gestione dei grandi eventi, mentre le spese per le emergenze venivano sottoposte al controllo "preventivo" della Corte dei Conti.

Quanto alle deroghe sugli appalti, solo in caso di "assoluta eccezionalita' dell'emergenza", le ordinanze potevano autorizzare "soltanto per periodi di tempo prestabiliti", l'affidamento con "esperimento di gara informale a cui sono invitati almeno 5 operatori economici".

Ma di tutto questo, in Consiglio dei ministri, non e' arrivato nulla.
Una decisione "politica", per garantire il proseguimento della 'mission' della Protezione Civile che, altrimenti, sarebbe stata stravolta.

L'ANCE, Associazione Nazionale Costruttori Edili, esprime ''soddisfazione per la decisione del Ministro Tremonti di riportare la spesa relativa alla Protezione civile sotto la vigilanza del ministero dell'Economia''.

Una decisione, secondo i costruttori, che ''si inserisce nel quadro di una gestione oculata e trasparente degli interventi emergenziali e che mira a valorizzare e a utilizzare pienamente le funzioni e le importanti peculiarita' che sono proprie della Protezione civile.

La gestione delle emergenze, come l'Ance chiede da molti mesi, rientrerebbe cosi' sotto il regime prescritto dal Codice degli appalti, e anche le deroghe sarebbero limitate solo a casi di ''assoluta eccezionalita'''''.

L'Ance auspica inoltre che ''non ci siano ripensamenti sull'ipotesi di eliminare dalla manovra una sanatoria edilizia generalizzata''.

Un nuovo condono, sottolinea l'Associazione nazionale costruttori edili, ''sarebbe un gravissimo errore.

Soprattutto in una fase di crisi economica come questa, una misura del genere rischia di svolgere un ruolo di concorrenza sleale e di danneggiare le imprese che operano all'insegna della trasparenza e nella legalita'''




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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 24 Giugno 2010 19:11 )
 
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