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PROTEZIONE CIVILE E "PARTECIPAZIONE": VIDEO INTERVISTA A GIUSEPPE ZAMBERLETTI PDF Stampa E-mail
zamberletti.pngNell'intervista rilasciata alla Fondazione Volontariato e Partecipazione, Zamberletti riflette su un modello di protezione civile incentrato sulla prevenzione dei rischi che derivano da uno sviluppo delle attività umane poco sensibile agli equilibri del territorio.

La protezione civile è dunque, in questo senso, materia affine alla tutela dell'ambiente e non solo soccorso in Emergenza.

La rivoluzione culturale necessaria a far passare questo messaggio rappresenta un onere di cui il volontariato deve farsi carico.

Per il presidente del Cnv, le associazioni che si occupano di protezione civile rappresentano le "sentinelle dei rischi sul territorio", che vigilano su abusi e trascuratezze che possono arrecare danno alla comunità e all'ambiente.

Il volontariato, quindi, assume il ruolo di "sindacato della prevenzione" che collabora in maniera dialettica e non subalterna con le istituzioni.

Ne risulta una ricomposizione dell'universo stesso del volontariato di protezione civile, che porta a un confronto e una cooperazione fra associazioni impegnate nell'emergenza, associazioni ambientaliste e comitati di difesa del territorio.

Zamberletti, introducendo gli argomenti che saranno al centro del dibatto del seminario del 27 aprile a Firenze, si sofferma poi  sull'importanza di una pianificazione partecipata in tempo di pace della ricostruzione post-sisma.

A tale proposito, parlando de L'aquila, il presidente del Cnv denuncia l'improvvisazione con cui è stata affrontata la fase post-emergenziale.

L'inventore del "modello Friuli", della ricostruzione "dov'era e com'era" gestita dal basso, attribuisce all'imposizione del Piano Case la grave colpa di aver aggirato la consultazione della popolazione, creando così, fra i cittadini, confusione e delusione.

A quasi un anno dal terremoto, inoltre, l'assenza di ulteriori interventi di recupero del patrimonio edilizio e di ricucitura del tessuto economico e sociale, rischia di produrre la definitiva diaspora della comunità aquilana




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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 05 Maggio 2010 13:06 )
 
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