dal sito de "Il Centro" (7 maggio 2009).= di Lorenzo Colantonio. E' stata la società Collabora Engineering a confezionarlo in tre anni di sopralluoghi - dal 2003 al 2006 - condotti da 60 tecnici provenienti dallo staff di Franco Barberi.
LA STORIA. Collabora Engineering nasce del 2000 come società privata. Nel 2001 risponde ad un bando della Provincia dell' Aquila (all'epoca di Palmiero Susi) e diventa società mista, con un 10% privato di proprietà dell'attuale direttore Vittorio Ricciardi; passa poi sotto il controllo dell'ente presieduto da Stefania Pezzopane e, il 29 gennaio del 2007, diventa Abruzzo Engineering, della Regione per il 60 per cento, di Finmeccanica (30%) e della Provincia (10%), con Lamberto Quarta, ex segretario di Ottaviano Del Turco, come presidente, che lascia il posto a Raffaele Marola dopo l'arresto per la tangentopoli della sanità. Protezione civile, rischio sismico e ambiente, erano i campi d'a zione. Reimpiegare 199 Lsu, invece, l'obiettivo politico trasversale.
PARLA RICCIARDI. «E' stato uno studio eccezionale», dice Ricciardi, direttore generale di Collabora-Abruzzo Engineering. «Era un warning, un avvertimento, che però è stato ignorato». E' stata la Regione a spendere per il dossier 5 milioni di euro, a cavallo tra la giunta di centrodestra di Giovanni Pace e la successiva di centrosinistra di Ottaviano Del Turco. Somma di notevole entità, di cui 1,8 milioni sono stati spesi per realizzare il supporto informatico, cioè il sito acquisito ieri dalla polizia nel container 16 bis, in via Leonardo Da Vinci all'Aquila, accanto al palazzo di vetro della giunta Chiodi.
E' LA PROVA. Soldi pubblici per un documento ignorato, per la rabbia di chi ora sa che la catastrofe era stata annunciata. Il 29 aprile scorso il Centro ha denunciato l'esistenza del dossier sul sito della Regione oscurato per giorni dopo la catastrofe delle 3,32 del 6 aprile. Il dossier dimenticato diventa una delle prove principali. Sulla sua prima pagina si legge la frase: «Censimento e rilevazione degli edifici e delle opere infrastrutturali strategiche rilevanti in relazione alle conseguenze di un evento sismico». Tutto era già stato previsto.
NEL CONTAINER 16 BIS. Alle 12 di ieri un ispettore è entrato nel container 16 bis della Regione (chiamato così per non usare il 17) ed ha comunicato al dirigente del settore informatico della Regione, Luciano Cococcia, l'atto giudiziario da compiere. Le reazioni: la Protezione civile, che nel 2003 commissionò il dossier, tende a sminuire. «Quello studio non ha niente a che vedere con la qualità del cemento», ha spiegato un dirigente, «né con la verifica sperimentale della staticità dell'e dificio. Si limita a identificare gli edifici strategici e a verificare se contengano elementi di criticità generici».
Per la Protezione civile, quindi, sarebbe una semplice risposta burocratica a un decreto-legge (firmato sei anni fa dal Presidente del Consiglio Berlusconi sull'onda emotiva del terremoto di San Giuliano di Puglia).
LA TESTIMONIANZA. Se è stata un'indagine superficiale, perché è costata 5 milioni di euro come conferma Ricciardi? «Nel 2003», dice il direttore di Collabora-Abruzzo Engineering, «ricevemmo l'incarico di censire tutti gli edifici scolastici in tutte e quattro le province abruzzesi, 1452 scuole. Sessanta tecnici eseguirono i sopralluoghi e compilarono le schede con i dati anagrafici, foto e presenza di crepe o altri danni di grave entità. Dopodichè la Regione ci affidò la schedature dell'edilizia residenziale pubblica, 25mila appartamenti delle Ater abruzzesi. Quindi il censimento degli edifici strategici, prefetture, ospedali e università
L'ultimo incarico ha riguardato le infrastrutture strategiche e le loro vie di fuga, come ponti e viadotti. Il censimento riportava gli importi degli eventuali lavori da eseguire per mettere in sicurezza gli immobili. Tutto è stato trasferito su un supporto informatico con piante che illustravano i rischi sismici e geologici. Per portare a termine il nostro lavoro abbiamo impegnato decine di esperti, seppure si tratti di Lsu (lavoratori socialmente utili) reimpiegati prima in Collabora e poi in Abruzzo Engineering. Firmammo la convenzione con Pace e venimmo pagati a tranche di 200, 400 e 600 mila euro. Il costo può sembrare elevato, ma provate ad immaginare 60 architetti, ingegneri, geologi e geometri che per tre anni compiono migliaia di sopralluoghi in tutto l'Abruzzo. Altro che lavoro superficiale».
NON SOLO RIMPIANTO. Il dossier annunciava i crolli della Casa dello studente, della prefettura, della De Amicis, avvertiva della fragilità dell'ospedale San Salvatore, delle facoltà di Roio e di centinaia di altri palazzi e scuole di cartapesta. E' rimasto lettera morta. Rimangono solo rimpianto e rabbia. (06 maggio 2009)
-------------------------------------- dal sito de "Il Centro" (29 aprile 2009).= Ecco la lista dei crolli annunciati, ecco l'elenco dei 137 palazzi pubblici dell'Aquila con «criticità strutturali», molti dei quali erano fragili come cartapesta e sono stati rasi al suolo dalla scossa del 6 aprile. E' l'elenco del rischio previsto già dal 2006. La Regione lo ha oscurato sul proprio sito, il Centro lo ha recuperato, la procura lo acquisisce per l'inchiesta sull'allarme prima ignorato e poi insabbiato.
E' all'ultimo posto della lista la Casa dello studente: 8 morti e cuore dell'inchiesta del procuratore Rossini e del sostituto Picuti.
LA MAPPA degli edifici a rischio sisma e i danni subiti
Nell'elenco «oscurato» si legge chiaramente che l'immobile di via XX Settembre presentava: «Criticità strutturali del cemento armato». Un milione e 470 mila euro era la somma consigliata per adeguare l'immobile: per farlo diventare a prova di sisma.
La fragilità del palazzo era nota già tre anni fa quando la società Abruzzo Engineering, ex Collabora Engineering, riconsegna alla Regione un vasto e costoso studio, richiesto dalla Protezione civile Abruzzo, sul «Sistema informatico per la gestione degli edifici e delle opere infrastrutturali strategiche», cioè su immobili pubblici frequentati da moltitudini di cittadini.
Erano palazzi da tenere sotto controllo, da tutelare, come la Casa dello studente che, nel sito, compare com'era prima del crollo, con i suoi 4 piani rasi al suolo dal terremoto delle 3.32.
Anche Palazzo Carli, di piazza Rivera, ridotto a un cumulo di macerie, era stato catalogato con gravi «criticità strutturali».Abruzzo-Collabora Engineering suggerisce di eseguire interventi di consolidamento per 5 milioni e 280 mila euro.
Oppure l'Ospedale San Salvatore che, reparto per reparto, viene passato ai raggi X. Stesso verdetto: criticità strutturali del cemento armato. I costi dei lavori consigliati per l'ospedale arrivano alla cifra record di 50 milioni di euro.
Lo stesso discorso vale per tutte le sedi di facoltà universitarie, come l'edificio di via Assergi raso al suolo; la facoltà di Economia, crollata per metà; Ingegneria e Scienze della Formazione oppure Lettere, che aveva sede nel palazzo Camponeschi, sparita tra le macerie. In questi ultimi tre casi, accanto alla frase «criticità del cemento armato» non c'è scritto «sì»; anche se poi vengono consigliati lavori per 15 milioni di euro.
Identica è la contraddizione che riguarda altre due strutture pubbliche ferite, spazzate via dal sisma: il palazzo del Governo e la Provincia. Il terremoto non ha dato scampo a entrambi, la prefettura è diventata l'immagine simbolo della devastazione. Ma se si legge tra le righe della lista dei crolli annunciati, si scopre che in nessuno dei due casi venivano evidenziate «criticità strutturali».
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