 (ASCA) - Roma, 24 mar - Il federalismo fiscale supera anche lo scoglio della Camera e la grande riforma vola verso la terza e definitiva lettura che ci sara' a Palazzo Madama nel prossimo mese di aprile. Questa sera l'Aula di Montecitorio ha detto Si' al disegno di legge delega che punta a responsabilizzare i centri di spesa, ad accrescere la trasparenza dei meccanismi finanziari e il controllo democratico dei cittadini nei confronti degli eletti, superando il sistema di finanza regionale e locale ancora improntato a meccanismi di trasferimento. Nel passaggio a Montecitorio, tra Commissioni e Aula, il testo del ddl ha subito delle variazioni importanti.
BICAMERALINA - Viene istituita una Commissione bicamerale per l'attuazione del federalismo fiscale. Sara' composta da trenta membri tra deputati e senatori e sara' affiancata da un comitato delle autonomie locali. Il Comitato e' composto da dodici membri dei quali sei in rappresentanza delle regioni, due in rappresentanza delle province e quattro in rappresentanza dei comuni.
COMMISSIONE PARITETICA - Viene inoltre istituita una commissione tecnica paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale. La commissione ha il compito acquisire ed elaborare elementi conoscitivi per la predisposizione, da parte del Governo, degli schemi dei decreti legislativi di attuazione della delega in materia di federalismo fiscale. Ne fanno parte 30 componenti, dei quali 15 rappresentanti tecnici dello Stato e 15 rappresentanti tecnici degli enti territoriali. Partecipano inoltre alle riunioni un rappresentante tecnico della Camera e uno del Senato e un rappresentante tecnico delle Assemblee legislative regionali e delle Province autonome.
ALIQUOTA IRPEF - Viene cancellata la riserva di aliquota Irpef tra le fonti che le Regioni utilizzano per finanziare le spese essenziali, sostituita da compartecipazioni ai tributi erariali e, in via prioritaria, al gettito Iva. Le Regioni disporranno di compartecipazioni erariali, tributi propri e quote di fondo di perequazione per finanziare le spese per lo svolgimento delle funzioni di loro competenza, che sono divise in funzioni fondamentali e non essenziali. Anche Comuni e Province disporranno di compartecipazioni e quote di fondo perequativo, oltre che di tributi propri, per le proprie funzioni.
TAVOLO REGIONI SPECIALI - Si' al Patto di stabilita' in sostituzione del precedente Patto di convergenza e via libera all' istituzione di un tavolo confronto nell'ambito della Conferenza Stato-Regioni tra Governo e singole Regioni a Statuto speciale.
dal Sito del Comune di Roma (25 marzo 2009) "L'approvazione della norma su Roma Capitale è una svolta storica", ha dichiarato il sindaco Alemanno dopo il voto della Camera sull'articolo 23 del federalismo fiscale, con cui il Parlamento ha riconosciuto norme speciali per la nostra città. "Roma", prosegue Alemanno, "finalmente avrà una governance adeguata al rango di Capitale d'Italia". "Un risultato eccezionale", ha commentato il sindaco. Un esito lungamente atteso e finora mai ottenuto. Il sindaco ha dunque ringraziato il Governo per la "stretta collaborazione" e l'opposizione parlamentare per i voti favorevoli. Si è così conseguito "un obiettivo straordinario", ha concluso Alemanno: non era ormai "più possibile amministrare la città con gli stessi poteri di un Comune di cinquemila abitanti". Con le nuove norme, invece, "da oggi per Roma si apre una nuova era".
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