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Prevenire i rischi idrogeologici PDF Stampa E-mail
maltempo.jpgDopo l'alluvione che ha drammaticamente colpito la Sardegna lo scorso 22 ottobre 2008, il Presidente del Consiglio dei ministri ha inviato una comunicazione alle autorità di governo sul territorio affinchè si proceda con la massima celerità all'attivazione di tutti i centri funzionali, nell'ambito del sistema di allertamento nazionale, e alla verifica e potenziamento dei sistemi e delle tecnologie di monitoraggio e sorveglianza per le attività di protezione civile.
Nel comunicato, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 15 novembre 2008, oltre a sottolineare la intrinseca fragilità idrogeologica del nostro Paese, s'invitano le regioni, le province e i comuni ad attuare con urgenza quanto prescritto dalla direttiva del 27 febbraio 2004 "Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile".

Nella comunicazione, viene evidenziata la crescente tendenza ad avere precipitazioni intense e localizzate su porzioni relativamente modeste del territorio nazionale.
Tali situazioni meteorologiche critiche richiedono, sempre di più, il dispiegarsi di una azione forte e diffusa per l'organica gestione del rischio idrogeologico.
La risposta più tempestiva ed efficace a questi fenomeni si chiama "Sistema di allertamento nazionale" e prevede la pronta attivazione di azioni coordinate e sussidiarie.
Secondo la Direttiva l'attività di pianificazione di protezione civile deve prioritariamente essere rivolta ai territori esposti a situazioni di rischio elevato e molto elevato indicate dai Piani stralcio di bacino per l'assetto idrogeologico (PAI), messi a punto dalle autorità di bacino.
Inoltre, laddove si riscontrano elementi di pericolosità idrogeologica è necessario adottare un'adeguata e vigile azione di governo urbanistico del territorio.



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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 10 Maggio 2010 11:23 )
 
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