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Alessandria, Firenze, Roma PDF Stampa E-mail

SCAMBI DI ESPERIENZE

TRA REALTA' LOCALI ITALIANE:

ALESSANDRIA, FIRENZE, ROMA


SEMINARIO

sulle procedure operative di supporto alla popolazione connesse con il rischio idraulico

(Roma, 20 e 21 luglio 2006)

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Il seminario in oggetto si colloca nell'ambito di giornate di lavoro congiunto, finalizzate allo scambio di esperienze fra diverse realtà locali italiane, promosso dal progetto di rafforzamento del Network Comunale di Protezione Civile.



Gli obiettivi generali del seminario si inquadrano all'interno di una pratica, già molto diffusa a Roma, di cooperazione nel campo della Protezione Civile fra i diversi livelli istituzionali e soggetti privati quali il Volontariato, gli enti tecnico-scientifici (Università, enti di ricerca) e la partecipazione attiva della popolazione.
Cooperazione che nasce e si sviluppa attraverso un processo di coinvolgimento tra i diversi soggetti, coinvolti e coinvolgibili nelle attività di Protezione Civile, sostenuto dagli enti locali con lo scopo di sviluppare una rete interistituzionale di Protezione Civile su diversi livelli: comunale; provinciale; regionale; nazionale ed internazionale con l'intento di promuovere un modello di intervento coordinato che parta dalla conoscenza ed analisi di eventi ed esperienze reali, come contributi apportati dai diversi attori, che, nel loro insieme, costituiscano un "laboratorio di pratiche".

Occasioni d'incontro come queste mirano da un lato a fare il punto della situazione e a far emergere eventuali "punti di forza" e "aree di miglioramento" e, dall'altro, ad individuare strumenti e metodi da adottare e/o potenziare allo scopo di migliorare in generale un "sistema" di Protezione Civile che permetta alla popolazione di essere informata e preparata prima, durante e dopo il verificarsi di eventi estremi.

Nel corso della prima giornata sono intervenuti, tra gli altri, i rappresentanti della Protezione Civile della Provincia di Alessandria, del Comune di Firenze e del Comune di Roma che, nell'ambito delle proprie organizzazioni di Protezione Civile, hanno esposto diverse procedure operative di supporto alla popolazione in particolare connesse con il rischio idraulico, oggetto di questo seminario.
Nello specifico sono state illustrate delle "buone pratiche" e casi di studio come contributi rappresentativi delle proprie realtà locali.
Il responsabile della Protezione Civile della Provincia di Alessandria ha illustrato la struttura del Centro Funzionale del Piemonte e delle reti di monitoraggio in relazione al rischio idraulico presente nel proprio territorio, con riferimenti all'alluvione del 1994 che colpì duramente il nord Italia causando numerose vittime, ma che, al tempo stesso, segnò la svolta nell'organizzazione della Protezione Civile locale, che, infatti, nel 2000 seppe fronteggiare prontamente un analogo evento alluvionale.
Il Comune di Roma ha presentato una definizione preliminare degli interventi per la prevenzione di futuri eventi calamitosi nell'abitato di Prima Porta, interessato da fenomeni di inondazioni ed allagamenti; il piano di Emergenza previsto per l'evento "Tevere Village"; la gestione delle piene sul reticolo principale ad opera dell'ARDIS ed il Centro Funzionale della Regione Lazio e l'esposizione dei risultati della prima fase del lavoro sulla definizione delle competenze del reticolo idrografico minore nel territorio comunale di Roma, realizzato in collaborazione fra l'Ufficio di Protezione Civile e l'Università di Roma Tor Vergata - Dipartimento di Ingegneria Civile.
Il referente della Protezione Civile del Comune di Firenze ha presentato il Piano di difesa per fronteggiare il rischio idraulico per il fiume Arno ed il Piano di censimento e salvaguardia del patrimonio culturale, che consiste nella realizzazione di un database di informazioni sul patrimonio culturale, attuato grazie al contributo di diversi soggetti, interni ed esterni all'Amministrazione Comunale, coordinati dalla Protezione Civile e finalizzato alla realizzazione di una carta del rischio di questa importante risorsa.

Nel corso della seconda giornata di lavoro si è svolta una tavola rotonda, sul tema dello sviluppo di processi di miglioramento del Sistema di Protezione Civile, con riferimento al supporto alla popolazione e alle tipologie di strumenti e metodi da adottare e/o potenziare.


I lavori del seminario hanno prodotto una "dichiarazione di intenti" (che si allega alla presente nota), nonché una serie di riflessioni, considerazioni ed indicazioni, che si sintetizzano nel seguito:

• L'importanza del coinvolgimento attivo della popolazione, attraverso i comitati dei cittadini che diventano voce del territorio (ad esempio, il Comitato dei cittadini di Prima Porta, a proposito degli allagamenti che colpiscono questa zona della città di Roma);

• L'introduzione della figura di uno "psicologo dell'emergenza", impiegato come supporto alla popolazione (vedi, per esempio, interventi svolti nella zona di Prima Porta, Roma);

• La valorizzazione della risorsa Volontariato (anche attraverso un rafforzamento dei gruppi comunali) ed una omogeneizzazione della figura del "volontario di protezione civile" a livello europeo.
Questa risorsa (il "volontariato") deve essere considerata come una risorsa qualificata e preparata attraverso appositi programmi formativi di indirizzo generale, forniti dalle istituzioni e volti a garantire una preparazione omogenea su tutto il territorio nazionale.
Il Volontariato, così adeguatamente formato, è da considerarsi come un'importante risorsa in grado di supportare sinergicamente, e non sostituire, le Amministrazioni locali, sia nelle fasi di divulgazione delle informazioni alla popolazione (per diffondere sia il concetto di rischio, connesso al territorio, sia quello più generale di Protezione Civile), sia nelle fasi di previsione, prevenzione, soccorso e ritorno alla normalità.

• L'opportunità che i programmi informativi partano fin dalle scuole materne, coinvolgendo i bambini, attraverso attività ludiche, per infondere nelle nuove generazioni una maggiore conoscenza del territorio e radicare un più elevato senso dell'autoprotezione;

• La promozione di un maggior coinvolgimento di tutte le strutture ed articolazioni degli Enti Locali sulle tematiche della Protezione Civile;

• Il rafforzamento della collaborazione con il mondo accademico, i centri di ricerca, gli ordini professionali, per accrescere la natura "sistemica", multisettoriale e multidisciplinare della rete di Protezione Civile;

• La promozione di un'offerta formativa in grado di dare adeguate capacità e competenze agli operatori di protezione civile impegnati in attività di coordinamento e gestione (master, corsi di specializzazione, ecc.);

• La necessità di calibrare la Pianificazione con le realtà locali: utilizzare, cioè, le linee guida generali di programmazione (definite in ambito nazionale), come base per una modellazione che tenga conto delle caratteristiche del territorio preso in considerazione, delle tipologie di rischio in esso presenti e della cultura locale;

• La sensibilizzazione degli "addetti stampa" e dei responsabili della comunicazione delle Amministrazioni Locali, sulle tematiche della Protezione Civile, focalizzando l'attenzione sul "linguaggio dell'emergenza", definendo le linee guida su cui impostare una comunicazione adeguata verso i media, prima, durante e dopo gli eventi estremi_.

Documenti di approfondimento:

Presentazioni dei Relatori:
Ultimo aggiornamento ( Giovedì 21 Maggio 2009 00:04 )
 
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