Home Laboratorio Network Procedura P.A.P.A.
Procedura P.A.P.A. PDF Stampa E-mail



PROCEDURA ESONDAZIONE FOSSI

Nell'ottica del rafforzamento del sistema comunale di Protezione Civile, il team del progetto "Network" ha provveduto ad elaborare delle procedure che stabiliscano i modi, i tempi, e le attività da svolgersi in caso di allagamenti.
Gli allagamenti presi in considerazione sono sia quelli determinati da eventi piovosi improvvisi ed intensi, sia quelli determinati da esondazione del fiume Tevere e/o dei suoi affluenti (Aniene e reticolo idrografico minore).
Per quanto riguarda la zona Ostia Idroscalo (appartenente al XIII Municipio) sono state, inoltre, prese in considerazione anche le violente mareggiate, e soprattutto in concomitanza con regime di piena del fiume Tevere.
Tali procedure sono state sviluppate, in questa prima fase, attraverso un processo di partecipazione e condivisione con i soggetti interessati.
In tale occasione, sono state valutate tutte le azioni da effettuarsi e tutti i soggetti da coinvolgere al fine di ottimizzare le azioni e gestire al meglio l'evento; una particolare attenzione è stata dedicata alla fase di presidio e monitoraggio.

Le procedure, dopo una prima fase di valutazione con tutti i referenti di protezione civile municipali, sono state presentate e condivise con parte della struttura operativa, amministrativa e politica del Municipio "Roma 13" (Ostia).
Tra il Municipio "Roma 13" e l'Ufficio Extradipartimentale della Protezione Civile è prevista la sottoscrizione di un protocollo d'intesa, che si pone, fra gli altri, l'obiettivo di sperimentare, affinare ed ottimizzare le procedure redatte per le varie fasi ("P.A.P.A.", Presidio e monitoraggio, Attenzione, Pre-allarme ed Allarme), concernenti il rischio idraulico.

Le attività previste dal protocollo, della durata di un anno, si possono considerare come parte integrante del "Laboratorio di pratiche" del progetto "Network", attraverso l'attuazione delle quali, cioè, affinare e testare continuamente con i soggetti interessati l'organizzazione, le procedure, i soggetti da coinvolgere, le competenze, le responsabilità, ...., connesse con le attività di protezione civile.
Una volta che le procedure inizialmente ipotizzate, saranno state testate e validate, potranno essere adottate da tutti e 19 i municipi del Comune di Roma, naturalmente adattandole alle varie situazioni e problematiche proprie di ogni Municipio, sia in termini organizzativi e gestionali, sia in termini di rischi presenti sui diversi territori.

Per quanto sopra, gli elaborati presentati sull'organizzazione della protezione civile in ambito municipale e sulle procedure da adottare in caso di eventi, sono da considerarsi documenti sperimentali, da verificare e consolidare nell'ambito delle attività del "Laboratorio di pratiche di Protezione Civile" attivato da "Network".



La bozza di procedura proposta vede coinvolti l'Ufficio Extradipartimentale di Protezione Civile ( U.E.P.C.) e il Municipio all'interno di quattro fasi (P.A.P.A.):

- Presidio e monitoraggio
- Attenzione
- Preallarme
- Allarme

Ciascuna fase è avviata dall' U.E.P.C. e comunicata al Municipio.

Presidio e monitoraggio


Fase di Presidio e monitoraggio


L'Ufficio Extradipartimentale di Protezione Civile riceve l'avviso di avverse condizioni meteorologiche dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile. Dopo attenta verifica con il Centro Funzionale Regionale, avvia la fase di presidio comunicandola al/ai Municipio/i e restando in contatto con il Centro Funzionale Regionale (CFR) per l'aggiornamento della situazione.
Il/I Municipio/i procede/ono attraverso il Servizio Municipale di Protezione Civile, se esistente, attivando il "Presidio Locale di Protezione Civile" e le strutture municipali di protezione civile al fine di effettuare il monitoraggio dei punti critici.

Attenzione

Fase di Attenzione


In caso di peggioramento delle condizioni meteorologiche, l'U.E.P.C. modifica lo stato da fase di presidio a fase di attenzione, comunicandolo al/ai Municipio/i ("Servizio Municipale di Protezione Civile" e "Presidio Locale di PC") e informando l'Agenzia Regionale Difesa del Suolo (A.R.DI.S.), il Consorzio di Bonifica del Tevere Agro Romano, l'Acea Ato2 e la Provincia di Roma - Direzione Protezione Civile.
Il primo si attiverà per la rimozione degli eventuali ostacoli al deflusso di acqua nei punti considerati critici, mentre gli altri effettueranno il monitoraggio e l' eventuale rimozione di ostacoli. In merito a quest'ultima, se necessario, interverrà anche la Regione Lazio - Direzione Protezione Civile.

Pre-allarme


Fase di Pre-allarme


In caso di ulteriore peggioramento delle condizioni meteorologiche, l'U.E.P.C. modifica lo stato in fase di preallarme, dandone comunicazione al/i Municipio/i ("Servizio Municipale di PC" e "Presidio Locale di PC"), alla Prefettura e ai Vigili del Fuoco.
All'interno dell'U.E.P.C. verrà istituito il Centro Operativo Comunale (C.O.C.), mentre nel/i Municipio/i interessato/i si procederà all'attivazione del la/le "Unità di Crisi Locale".
Presso il/i Municipio/i ci si occuperà di verificare la disponibilità delle "aree di Emergenza" (aree di attesa, di ammassamento, di ricovero/accoglienza) e di disporre il loro allestimento. In seguito, le aree a rischio verranno transennate e si attiveranno programmi di informazione della popolazione.


Allarme


Fase di Allarme


In caso di ulteriore peggioramento delle condizioni meteorologiche, l'U.E.P.C. modifica lo stato in fase di allarme comunicandolo alle ULPC e alle Unità di Crisi dei Municipi ed attivando i soggetti responsabili di evacuazione, trasporto della popolazione e accoglienza nelle aree di attesa.
L'Unità di crisi del Municipio sovrintende all'evacuazione della popolazione e degli animali.

L' eventuale aggravamento della situazione comporta il passaggio dalla fase di "Allarme" a quella di "Emergenza".
Per ciascuna delle fasi sopraelencate, un miglioramento implica il ritorno alla fase precedente._

Documenti di approfondimento:

Ultimo aggiornamento ( Sabato 16 Maggio 2009 16:16 )
 
Creative Commons License