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REGGI, ANCI: "PROTEZIONE CIVILE A 2 VELOCITA' NON E' PIU' ACCETTABILE PDF Stampa E-mail
anci.jpgREGGI: Incomprensibile per un Sindaco essere responsabile, ma escluso da qualsiasi tavolo sulla Protezione Civile.
Necessario dare attuazione al Protocollo d'intesa ANCI sottoscritto da Bertolaso per nuove Linee Guida nazionali.

E' passato poco più di un anno dalla firma del Protocollo d'Intesa sottoscritto dal Presidente dell'Anci e dal Sottosegretario Bertolaso.

E' necessario riprendere quel lavoro finalizzato a nuove linee guida condivise sulla protezione civile.

Un documento fitto quello dell'ANCI, di oltre 20 pagine, che mette puntualmente in rilievo come ci troviamo di fronte ad una protezione civile che si muove a due velocità.

Una, quella nazionale, l'altra quella delle regioni.

E i Sindaci? Da tempo chiediamo che sulla Protezione Civile non possono essere esclusi i Sindaci.

Ma i dati, purtroppo, dicono il contrario.

Negli ultimi dieci anni sono stati ripartiti alle Regioni oltre un Miliardo di euro sulla protezione civile.

Il Riparto di queste risorse avviene in Conferenza Stato Regioni e nonostante il Presidente dell'ANCI abbia più volte sottolineato questa contraddizione, i Sindaci non hanno mai partecipato.

Abbiamo denunciato che le risorse trasferite ai Comuni sulla protezione civile sono irrisorie e in molti casi pari allo zero.

Ma non è solo un problema di risorse.

Bertolaso ricorda che i Sindaci sono i responsabili della protezione civile sul territorio.

I Sindaci si chiedono però come mai non hanno titolo ad esprimere priorità, esigenze, partecipare ai criteri di riparto delle risorse sulla protezione civile?

Sono i responsabili sul territorio della protezione civile e non possono neanche partecipare ai tavoli di discussione sulle attività della stessa Protezione Civile?

Da tempo abbiamo denunciato questa situazione e proposto delle linee guida condivise tra Dipartimento Nazionale, regioni e Comuni.

Un documento che sottolinea l'esigenza di investire sulla prevenzione dei rischi.

Sono tre le parole d'ordine per i Sindaci: Prevenzione, prevenzione e ancora prevenzione.

Questo significa rivedere il rapporto tra il Dipartimento Nazionale e le regioni, rivedere i criteri di riparto delle risorse.

Investire ogni anno una parte dei fondi sulla prevenzione.

In caso contrario, per favore, non dite che il Sindaco è il responsabile della protezione civile sul territorio.

Perché è giusto che i cittadini sappiano che può essere un coordinatore dei soccorsi, ma non un responsabile della protezione civile.

Sulla protezione civile delle regioni sarà necessario, prima o poi, affrontare il tema senza rimanere ostaggi delle polemiche da un lato sulle competenze previste dal Titolo V della costituzione e dall'altro dai numerosi rilievi della Corte Costituzionale sugli atti di alcune regioni.

Lo dico perché non è possibile avere i cittadini trentini ed emiliani che possono godere di un livello di sicurezza superiore a quelli pugliesi e siciliani.

Lo abbiamo visto con gli incendi boschivi, viene adesso confermato anche sul dissesto idrogeologico.

Pensiamo che il Sistema di protezione civile che indica i Sindaci quali responsabili della protezione civile sul territorio sia giusto, ma sia ancora da realizzare.

Forse è arrivato il momento di realizzarlo davvero perché a pagare, in ogni caso, sono i nostri concittadini.

(ANCI, 7 ottobre 2009)

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MESSINA, ROBERTO REGGI, Sindaco di Piacenza e delegato ANCI per la Protezione Civile
:  ‘'Tragedie come quella di Messina, che era ampiamente prevedibile, potrebbero essere evitate se le amministrazioni locali non venissero sistematicamente lasciate senza le risorse minime necessarie a intervenire per tempo e in modo efficace''.
L'esponente dell'ANCI denuncia ‘'le grandi difficolta' che i Sindaci devono affrontare nel tentativo di difendere il suolo dai rischi idrogeologici''.
Le amministrazioni comunali ‘'faticano a mettere in campo interventi efficaci - denuncia Reggi - poiche' troppo spesso le risorse destinate alla Protezione civile si bloccano ai livelli piu' alti di governo, soprattutto nelle casse delle Regioni''.
(2 settembre 2009)
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MALTEMPO - MESSINA: REGGI, EVITARE LO SCARICABARILE SUI SINDACI.

‘'Il Presidente Napolitano ha ragione: si pensi al territorio con un serio Piano Nazionale di Prevenzione dei rischi e di protezione civile''.

5.10.2009 - ‘'E' necessario lavorare insieme ad un Piano Nazionale di Prevenzione e protezione civile. E' necessario investire sulla Prevenzione. Prevenzione significa meno perdite di vite umane, limitazione dei danni e degli interventi di ripristino''. E' quanto dichiara Roberto Reggi, Sindaco di Piacenza e Presidente della Consulta Protezione Civile dell'ANCI.

‘'Come ANCI - aggiunge - gia' prima del terremoto dell'Abruzzo e delle alluvioni di Messina, abbiamo scritto al Presidente del Consiglio e al Sottosegretario Bertolaso affinche' fosse insediato in Conferenza Unificata un gruppo permanente per un Piano Nazionale sulla Prevenzione dei Rischi.

Abbiamo la necessita' di capire il quadro degli interventi degli ultimi dieci anni, delle risorse destinate alle Regioni sulla protezione civile. Dagli incendi boschivi al rischio idrogeologico, dalla messa in sicurezza degli edifici ad una diffusa cultura della protezione civile a partire dall'adozione dei piani comunali''.

‘'Abbiamo piu' volte denunciato - sottolinea ancora Reggi - che le risorse sulla Prevenzione sono irrisorie. Quelle che arrivano ai Comuni per la protezione civile sono spesso pari a zero.

Ricordo che oltre 5.700 Comuni sono di piccole dimensioni, avendo pero' spesso la responsabilita' su territori molto estesi. Nonostante questo, i Comuni non hanno la titolarita' delle risorse o la dotazione di strumenti. Se non si comprende e conosce questo elementare dato si rischia di fare solo polemica.

I piccoli Comuni devono sentirsi colpevolizzati ed additati perche' promuovono manifestazioni culturali e sociali sul proprio territorio? Ricordiamo che le sagre e le feste di paese, che il piu' delle volte si ripagano da sole, sono momenti importanti, di vera socializzazione e di animazione sul territorio e non possono essere utilizzate per spostare l'attenzione sui veri problemi. Non e' certo con le poche risorse destinate alle sagre che e' possibile la messa in sicurezza di intere localita'. Su queste cose non scherziamo!''.

‘'Disponiamo di una protezione civile che sull' Emergenza riesce ad intervenire con efficienza. Purtroppo pero' - rileva Reggi - non siamo ancora capaci di prevenire e limitare i danni, innanzitutto limitando la perdita di vite umane.

Per questo non e' possibile solo intervenire a seguito dell'emergenza.

E' invece necessario investire sulla previsione e sulla prevenzione. Investire direttamente sui territori''.
‘'Per questo motivo - conclude - e' necessario un Piano Nazionale di Prevenzione dei Rischi. E' necessario che la stessa Protezione Civile assuma il ‘territorio' come visione strategica del proprio intervento. Occorre ripristinare un nuovo equilibrio tra pianificazione e gestione che coinvolga piu' direttamente i Comuni e consenta loro di esercitare la responsabilita' che hanno''

Ultimo aggiornamento ( Sabato 21 Novembre 2009 16:35 )
 
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