 Dove la terra s'è spaccata, scollata, afflosciata sono arrivati gli "investigatori" di Emergeo. Un'indagine in 300 punti del "cratere del sisma" per definire la mappa delle zone a più alto rischio sismico.
LO STUDIO. Ha riguardato gli effetti dei terremoti del 6, 7 e 9 aprile - magnitudo 5.8, 5.3 e 5.1 - e delle migliaia di repliche successive. Ed è servito a osservare le deformazioni prodotte e a individuare le strutture tettoniche. Una mappa dei pericoli, quindi, che verrà utilizzata per rivedere la classificazione sismica dell'Aquilano. Nel 2002 venne cambiata solo per Barete, Cagnano Amiterno, Capitignano, Montereale, Pizzoli e Tornimparte, inseriti in zona 1 (la più pericolosa), mentre per gli altri comuni - compreso quello dell'Aquila - rimase in vigore la classificazione 2. La Regione, però, dopo il sisma e alla luce dei risultati è pronta a introdurre variazioni che serviranno a costruire edifici con criteri antisismici più rigorosi.
GLI ESPERTI. Formano la squadra Emergeo che fa capo all'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, diretto da Enzo Boschi. Ricercatori sono arrivati da Roma, Milano e Napoli. All'indagine hanno collaborato il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), l'Università Roma 3, il Dipartimento di meccanica, strutture, ambiente e territorio (Dimsat) e l'ateneo di Cassino.
IL RAPPORTO. Riguarda oltre 300 punti ispezionati su circa 900 chilometri quadrati di comprensorio. Località che vanno da Poggio Cancelli e Campotosto a nord, Barisciano a est, Lucoli a ovest e Civitarenga a sud. Nella Valle dell'Aterno sono state analizzate le faglie di Paganica, monte Stabiata, Colle Praticciolo, del Macchione, del Pettino, monte Marine, Roio, Bazzano, Monticchio-Fossa, Villa Sant'Angelo- Tione. Sui Monti della Laga è stata studiata l'area di Campotosto. Rocca di Cambio nell'Altopiano.
LE FOTO SCATTATE DA "COSMO SkyMed"Le foto de  l sisma abruzzese scattate da COSMO SkyMed, il sistema satellitare duale di osservazione della Terra sviluppato dall'Agenzia Spaziale Italiana in cooperazione col Ministero della Difesa, hanno ottenuto un forte riscontro mediatico, che conferma il valore del prezioso contributo messo a disposizione della Protezione Civile da una macchina complessa, messasi subito al lavoro.
Ogni giorno le immagini ottenute con tecniche interferometriche e multi temporali, processate e analizzate dai tecnici di Asi e Telespazio, hanno permesso di rilevare nei dettagli gli spostamenti avvenuti sul terreno, fino ad identificare la faglia che ha originato il terremoto.
Il risultato forse più importante ottenuto dai satelliti COSMO è stato l'identificazione della faglia che ha originato il sisma del 6 aprile 2009. Tale faglia (la faglia di Paganica) era già riportata nella cartografia geologica a partire dagli anni Novanta.
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